Il calcio è una metafora della vita, sentenzia Jean-Paul Sartre. Verbania Calcio 1959 rinuncia a iscriversi alla Prima Categoria Piemonte-Valle d’Aosta e cessa ogni attività agonistica, mantenendosi tuttavia affiliata alla FIGC fino al 2018, quando ne viene irrogata la dis-affiliazione. Ancora una volta la ricerca stilistica e il rispetto della storia e della tradizione della squadra sono stati alla base del lavoro che ha coinvolto l’ufficio stile di Macron e lo staff del Cagliari Calcio per realizzare una maglia di grande impatto emotivo, qualità e tecnicità. Siamo noi a volerne ancora e ancora e ancora, fino a ubriacarci e non capire più la differenza tra i sogni e la realtà. Ma i sogni muoiono il 17 agosto: Schweinsteiger gioca il preliminare di Champions contro lo Zurigo e diventa inutilizzabile in Europa per qualsiasi altro club. Come ben sanno i tifosi rossoneri, il Milan è un caso particolare di società che incoraggia mediaticamente sogni di mercato ben precisi, pescandoli soprattutto tra gli “ex” di maggior successo, pazienza se ormai più vicini ai 40 che ai 30. Lo dimostrano le continue voci su Thiago Silva e Ibrahimovic, o persino su Pato, mentre qualche estate fa Ancelotti si prestò addirittura in prima persona per una settimana a reggere il gioco a un Berlusconi in grandi difficoltà anche elettorali, fingendo di valutare davvero la possibilità di tornare ad allenare un Milan con in rosa Honda, Cerci e Niang.
Una delle allucinazioni di mercato più suggestive dell’ultimo decennio riguarda ovviamente Roma, dove in estate i quotidiani locali ti possono spacciare qualsiasi cosa. Condanne senza attenuanti arrivano anche dalla politica nazionale e locale: “Se io fossi il presidente di una squadra di calcio, domani scenderei in campo con la Stella di David al posto dello sponsor. E spiegherei ai ragazzi delle curve perche’ quando pronuncio il nome di Anna Frank mi vengono i brividi. Restiamo umani, amici”. Dopo l’incontro con Golda Meir, i tre nastri contenenti la conversazione vennero addirittura rubati dalla stanza dell’Hotel dove alloggiava la Fallaci. Anche nel 1986 lo scudetto non sembra un miraggio, finchè il 10 aprile avviene l’inaspettata sconfitta per tre ad uno con il Lecce (che era in coda alla classifica) e che permise, la domenica seguente, alla Juve di vincere il campionato. Nella prima gara di campionato contro la Lazio tra i pali Carlo Ancelotti ha schierato l’estremo difensore greco che, nonostante un pre-campionato non esaltante, non ha commesso errori da matita rossa; nella gara interna contro il Milan i guantoni sono stati indossati dall’ex Arsenal che poco ha potuto sui due gol subiti.
Tuttavia sembrava che un certo punto, essendo molto lontane dal rischio retrocessione, ma altrettanto dalle posizioni valevoli per l’Europa, il campionato di entrambe si fosse arenato su uno status di pura accademia senza agonismo. In Italia ci pensa seriamente la Roma, poi demotivata dalle alte pretese economiche del giocatore, ma l’indiscrezione più suggestiva è quella del Daily Mail che il 4 giugno parla di appassionante derby di mercato tra Torino e Juventus. L’idea di abbandonare le mollezze bavaresi per un’estate di gradoni al servizio di Zeman non era poi così peregrina: «C’è al mondo un giocatore più giusto, funzionale, adatto di Robben al tridente zemaniano? Di quelle magiche giornate in cui il Tevere sembrava il fiume Amstel rimane il titolo del giorno dopo, 24 giugno, che per gli esegeti del Corriere dello Sport fu addirittura superiore a quello del 23: «La Roma di Robben punta anche Destro». Alla fine Robben all’Olimpico ci giocherà, anche se da avversario, e porrà bruscamente fine all’esperienza giallorossa di Ashley Cole in una terribile notte dell’autunno 2014 in cui Pep Guardiola trattò la Roma come un Burton Albion qualsiasi. È quella l’estate post-Scudetto del “mister X” che alla fine non arriverà (qualcuno riteneva fosse Hamsik, che però poi alla fine decise di restare a Napoli).
Per qualche motivo l’operazione non andò a buon fine e a destra Zeman dovette accontentarsi di adattare Lamela e ogni tanto anche il giovane Florenzi. Sundas si presenta regolarmente come agente FIFA – e ad ogni modo, fino almeno al 2020 per svolgere questa professione non è necessario alcun riconoscimento ufficiale, quindi non ci sarebbe bisogno neanche di specificarlo – e va detto che quelle di Sundas non sono bufale, perché quelle trattative le può portare benissimo avanti ed è ovviamente libero di parlarne pubblicamente sui social. Sundas si rivolge direttamente alla Fiorentina, all’interno di un’operazione più complessa in cui l’agente FIFA punta direttamente all’acquisto del club. Ha il numero 10 sulle spalle, è velocissimo e di Neymar ha il dribbling, ma sa giocare anche da prima punta ed è bravo come uomo d’area. Ma il Corsport aveva pensato anche a questo: via Osvaldo per 12-15 milioni e il resto dell’esborso sarebbe stato ripagato da «l’entusiasmo che scatenerebbe l’arrivo dell’olandese, che vorrebbe dire, e siamo cauti, almeno altri cinquemila abbonamenti». La trattativa tiene banco ancora a Ferragosto, quando persino L’Equipe lo mette in pole per raggiungere via Turati grazie a un’offerta da 25 milioni, «senza però abbandonare le piste che portano a Montolivo e Aquilani».
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